E’ con piacere che pubblichiamo il report della trsferta londinese del nostro Andrea Filippin in occasione della partita contro il Sunderland all’Emirates Stadium.
21-02-2009, ARSENAL – SUNDERLAND 0-0
Dopo un’attesa lunga circa un anno, già dal treno che mi sta portando da Gatwick a Victoria Station inizio a rendermi conto e a realizzare di essere finalmente arrivato, di essere a Londra, la più bella città d’Europa senza ombra di dubbio e si, posso onestamente dire che iniziava a mancarmi veramente tanto!
Le tipiche casette a schiera in mattoni rossi che riempiono gli scenari dei sobborghi della capitale, contribuiscono a renderla ai miei occhi così bella e intrigante, come sempre, come la prima volta che la incontrai e rapì il mio cuore tanti anni fa..con la sua magia, il suo fascino, il suo clima grimy, i suoi contrasti, la sua popolazione cosmopolita, i suoi colori..
L’organizzazione della mia prima e unica trasferta stagionale d’oltremanica per vedere dal vivo l’amato Arsenal, coincide con l’arrivo a Londra del Sunderland di un certo Ricky Sbragia (…). Il sabato giorno di partita alle canoniche 3.00 pm si svolge come un vero e proprio pellegrinaggio di un fedele al luogo di culto.
Ore 10.30: Il Giorno Del Match.
Aprendo il The Guardian trovato all’hotel mi rendo conto che il match odierno si preannuncia totalmente non scontato come avevo erroneamente pensato, e regala anzi numeri e riflessioni che fanno pensare ad una partita apertissima..tra questi: l’Arsenal ha segnato sempre almeno 2 goal nelle ultime uscite casalinghe contro i Black Cats, il Sunderland sempre in goal nelle ultime 4 partite di premier, Cissè con un’altissima media goal personale in relazione ai minuti giocati..riflessioni, speranze e anche qualche timore si fanno strada nella mia mente mentre mi lascio avvolgere da una giornata londinese stranamente calda e soleggiata..sprazzi di primavera..
Ore 12.00pm: Il Ritrovo.
È l’orario fissato per il ritrovo con il caro amico Elio fuori dalla tube di Arsenal. Insieme pensiamo sia doveroso fermare il tempo per un attimo soltanto, per dedicare un saluto ed un pensiero malinconici al caro Highbury. Forse nemmeno in nome del business avrebbe meritato di fare questa triste fine, per il nome che porta, per quello che ha rappresentato e per quello che sempre continuerà a rappresentare per generazioni e generazioni di Gooners.
Lasciataci alle spalle Avenell Road è ora di tornare al presente, e il programma del nostro pellegrinaggio ci porta ad arrivare, attraverso Elwood Street, all’angolo con Blackstock Road, dove come tutti i Gooners sanno, si trova The Gunners Pub..una vera e propria Mecca per ogni tifoso dell’Arsenal (ciao Teo..), ed io e Elio a questo punto, una pinta e una coca cola per entrare in clima partita pensiamo proprio di essercele meritate.
Ore 13.30: The Emirates.
Lasciatoci alle spalle il bellissimo Gunners Pub, ed entrati definitivamente in clima partita, decidiamo di avviarci verso l’Emirates Stadium. Non prima però di aver fatto tappa al The Armoury, dove mi attende la nuova maglia home targata 14 Walcott (acquistarla allo stadio ha sempre un suo fascino..). Al nostro arrivo la futuristica struttura della nuova casa (sarà sempre nuova per me..) dell’Arsenal ci accoglie ancora semideserta e con una buona notizia che passa nei plasmi: il Chelsea ha battuto l’Aston Villa a Birmingam e questo significa che una nostra vittoria oggi ci potrà avvicinerà fortemente al 4’ posto. Entrati e raggiunte le prime file del Lower Tier, facciamo tutto il giro dello stadio prima di tornare al nostro settore..E’ durante questo “tour” che possiamo vedere prima il presidente Peter Hill Wood, e poi capitan Cesc Fabragas e il piccolo Mozart Tomas Rosicky firmare autografi e intrattenersi a bordo campo per alcune fotografie con un gruppo di militari.
E mentre Pat Rice, disponibilissimo, firma autografi a bordo campo, vediamo finalmente uscire i giocatori per il riscaldamento e notiamo con nostra soddisfazione e curiosità unito al gruppo dei titolari anche il piccoletto Arshavin (proprio piccolo vero Elio??), ai quali si aggiunge poi Kieran Gibbs nell’eventualità che Clichy, non al meglio, non ce la faccia.
Ore 14.30: In Posizione.
Scattate le canoniche 300/400 fotografie, bandierine dei calci d’angolo comprese, ci accomodiamo ai nostri posti quando mancano ormai solamente 30 minuti al kick off. Il tempo qualche altra foto mentre il prato dell’Emirates viene bagnato e la partita sta per iniziare.
Ore 15.00: Arsenal vs Sunderland.
Esaurito come sempre, l’Emirates con il sostegno dei 60,104 presenti (tolta una discreta presenza di sostenitori dei Black Cats), cerca di aiutare i Gunners in questa partita che sembra iniziare sotto buoni propositi con alcune incursioni pericolose del nuovo Arshavin (quante magliette già vendute sulla fiducia con il num 23…), ma che purtroppo si rivelerà ben presto essere tutt’altro che semplice per i nostri. Il Sunderland però mostra un discreto possesso palla e tenta di rispondere colpo su colpo ai nostri tentavi, ed è così che soprattutto nel primo tempo crea più di qualche occasione da goal che giustifica un giusto zero a zero all’intervallo. Nella seconda frazione di gioco quando il popolo dell’Emirates si aspetta un cambio di ritmo da parte degli undici in maglia biancorossa, la partita sembra spegnersi, il Sunderland col passare dei minuti indietreggia il baricentro per portare a casa quello che è un buon pareggio (non disdegnando comunque alcune ripartente interessanti), mentre l’Arsenal, nel quale nel frattempo sono stati sostituiti Ashavin (visibilmente non pronto fisicamente) e Song, non trova con i sostituti Vela e Eboue né forza né nuove idee per impensierire troppo l’ottimo Fulop. È così che si arriva, salvo un ultimo paio di conclusioni sbilenche di Vela e Gallas, ad uno 0 a 0 che ha il sapore amaro dell’occasione sprecata.
Ore 16.50: Fine Partita.
A fine partita la frustrazione dei 60,104 spettatori dell’Emirates Stadium si fa forte e dalla tribune partono anche parecchi fischi di disapprovazione, per la prestazione offerta, per l’occasione mancata, per la convinzione che i 3 punti erano assolutamente alla nostra portata. Forse troppe occasioni sono state sprecate quest’anno per lasciar correre un altro insipido 0 a 0. Soprattutto se in ballo c’è una qualificazione alla Champions League, che in caso di mancato raggiungimento renderebbe, per definizione stessa della società, questa stagione da ricordare come un “totale fallimento”. Letteralmente “cacciati” via dagli stewart (è veramente difficile abbandonare le gradinate anche a partita finita, tanto è bello l’Emirates e tanta è la nostra voglia di goderci ogni singolo istante che possiamo passare lì) decidiamo dopo aver visto alcuni giocatori abbandonare lo stadio in macchina, di incamminarci verso Islington, da dove prenderemo poi la tube per le rispettive destinazioni.
Anche il nostro dispiacere per il risultato odierno è grande, ma l’amore per questa maglia e per ciò che rappresenta, e la felicità per aver trascorso un’altra giornata indimenticabile all’insegna del nostro caro Arsenal, fa ben presto attenuare ogni sensazione negativa, e lascia il posto solamente al ricordo di questa bellissima giornata, e alla speranza di poter tornare a Londra, al più presto..per poter cantare ancora a squarciagola “cm’on you gunners” e sventolare fieri le nostre sciarpe rappresentando l’Arsenal Italia Fans Club..
Chiudo questo resoconto salutando e ringraziando doverosamente tutti i membri dell’Arsenal Club Italia, in primis il Presidente Stefano e Roberto, per la passione e l’amore (oltre al tempo) che ci mettono nel gestire il nostro club, poi il mio compagno d’avventura di turno, il buon Elio (anche se Nicklas Bendtner secondo me…) ed infine tutti gli altri ragazzi con i quali ho condiviso in passato l’emozione e la gioia di vedere l’Arsenal a Londra e non solo, e anche coloro con i quali magari avrò l’occasione di farlo, spero, in futuro.
Ciao a tutti e C’MON ARSENAL!









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